tre sorelle

C’erano una volta (qualche giorno fa) in un paese lontano (a pochi metri da qua) tre sorelle inseparabili (una bionda, una mora, una rossiccia stile Banana Rama);

la prima, classe 1975, si chiamava Angela anche se da piccola di angelico aveva soltanto il nome…quante tirate di capelli e calci negli stinchi (con anfibi marroni numero 38 con la punta di ferro) ha assaporato dalla sorella più piccola! crescendo però si guadagnò ogni singola lettera del suo nome; era come se avesse un altro cuore al posto del cervello…non le interessavano le cose materiali, ed era meglio così perché non è che se le sapesse gestire un granchè…ma su questo sarà meglio sorvolare…chi ha detto volare? eh si, ad Angela piaceva volare e volava volava volava ava ava ava…fino a quando una notte, volando parecchio, cadde dal letto e si rese finalmente conto che era giunta l’ora di stare un po’ con i piedi per terra…fu così che da quel giorno cammina con un piede solo!

la seconda, classe 1976, si chiamava Debora, sia con la acca che senza, quando si arrabbiava faceva tremare tutte le lettere del suo nome e anche dopo una brutta caduta si rialzava sempre e tutte le volte ne usciva illesa, o quasi, perché un giorno cadendo sul serio fu il suo ginocchio a farne le spese! con estrema e ammirabile abilità, Debora riusciva ad usare sia il cervello che il cuore…riusciva persino a farli battere all’unisono! nelle sue vene scorreva la poesia di Dante, di Baudelaire, di Whitman…fino a quando un giorno, durante una trasfusione, gli misero il sangue di un certo Antonio de Curtis…il risultato?
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la terza, classe 1982, si chiamava Marilena…come? Marinella, Mariluna, Marina, Mariastella…in pochi capivano il suo nome (??!!?)…per non parlar poi del cognome, storpiato nelle forme più improbabili, tipo Cantalupo, Calamaro, Capitano, Catalano, Capatano…insomma crebbe nella confusione più totale arrivando più volte a chiedere ai genitori: “ma io come mi chiamo? perché il mio nome a scuola non ce l’ha nessuno?! e perchè il nostro cognome finisce con la “o” e tutti gli altri con la “i”?!”; i genitori capirono che la loro piccola figlia crescendo non avrebbe avuto vita facile…infatti a scuola faceva collezione di note (le famose note sul registro) e, un giorno, arrivata a 100 corse a casa e con un sorriso mai visto prima dichiarò di aver composto la sua prima canzone…e che canzone?!! i genitori, rassegnati, le fecero fare la musicista…

 

felicità stagnante

“Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati”. P.Neruda, Lentamente muore

Uno dei tavoli più pesanti che abbia mai capovolto è stato quello con sopra i libri accuratamente fotocopiati e i frettolosi appunti scopiazzati qua e là all’università per quelli che molti credono sia un capriccio, un hobby (mi raccomando fate sentir bene la acca), un dopolavoro…ahhh…povere anime vuote, maleodoranti di felicità stagnante; anime rimaste troppo a lungo intrappolate nella placenta, boccheggiando galleggiano in acque putride agitate da doglie strazianti che non accennano a placarsi…ma sanno fingere anche mentre trascinano le loro gambe verso l’ufficio, anche quando i loro figli parlano con le loro enormi giacche vuote appese all’attaccapanni, anche quando, guardandosi allo specchio, si accorgono che nei loro occhi manca la luce, quella luce che soltanto chi crede ancora nei sogni ha…

 

malox

Assaporare con lungi sorsi la realtà intorno…ingozzarsi di fulminei fotogrammi rubati a destra e a manca…sentire le pareti dello stomaco allargarsi, creparsi fino a crollare…vomitare macerie sul retro di fogli ingialliti e sgualciti che per la seconda volta adempiono al loro dovere…non ci sarà una terza volta, finiranno accartocciati nel sacchetto apposito per la carta, se gli va bene, altrimenti marciranno insieme all’olio e al detersivo in un qualunque bidone della spazzatura e di quelle parole che ci hanno fatto venire il mal di stomaco rimarrà soltanto un vago e pungente odore.

“sono come una nuvola che si riempie di pioggia e quando è gonfia deve scoppiare e spandere la sua acqua ai quattro venti”.
F. De André


 

spigoli immaginari

Mi sono riempita di lividi sbattendo contro spigoli immaginari della mia vita, di quella delle persone che mi sono vicine e di quella di alcune persone che ho scontrato per strada.
Con la macchina da cucire ogni volta ridimensiono la mia anima cucendola accuratamente al corpo per impedirle di staccarsene.

 

sai chi mi ricordi?

Inizialmente mi arrabbiavo quando comparavano la mia voce a quella di altre cantanti poi ho capito che infondo è un processo naturale quello di associare e di cercare riferimenti per identificare…
(quante volte vi sarà capitato di andare ad una cena- o in qualsiasi altro posto- dove non conoscevate nessuno e la prima cosa che vi siete sentiti dire è stata: sai chi mi ricordi? l’ Antonella, una mia vecchia (!?!) amica oppure, ancora peggio, Antonello(com’è possibile,  un uomo?! forse abbiamo esagerato col trucco!);
l’importante è non lasciarsi mai incasellare nelle definizioni…non diventare mai frasi fatte sentite e risentite ma cercare, nei limiti del possibile, di restare inedite poesie…un momento, non penserete mica che superbamente  mi stia considerando una poesia inedita?!! era un discorso in generale…


atarassia vattene via

Dicesi atarassia la totale mancanza di partecipazione emotiva…dici poco!?! Vorresti piangere ma non hai abbastanza lacrime di scorta…vorresti ridere ma non ricordi più come si fa e la bocca, mossa da compassione, tira su gli angoli facendoti sembrare inebetita; l’atarassia è uno tsunami che ogni giorno torna più grande, anche dove non c’è il mare; i giorni cominciano ad assomigliarsi l’un l’altro e il dolore si arrampica come edera sul cuore impietrito che al primo smottamento dell’animo va in frantumi insieme a tutte le certezze costruite abusivamente negli anni… così ci ritroviamo sommersi e smarriti sotto cumuli di cemento armato.

 

romanicismo malato

Prediligo le tematiche “casalinghe” perché infondo sono le più vere… mi piace prendere “in prestito” personaggi che ho incontrato realmente e proiettarli in uno spazio tempo fantastico… confondere i confini tra buio e luce, uomo e donna, verità e finzione; cerco di interpretare il disagio, il mio e quello degli altri tentando di estrapolarne la parte più bella, più utile e a volte più comica; cerco di mettere le parole al servizio di chi per scelta o per imposizione non ha voce per parlare…me compresa;  mi accorgo della potenza di alcune parole quando nel pronunciarle la lingua mi si spezza in bocca…

 

 

astuta solitudine

Solitudine per scelta o per necessità? come si dice dalle mie parti “accident’ai peggio”…ora che ci penso però a volte l’essere soli ha i suoi vantaggi (bisogna essere abili con la solitudine, bisogna saperla usare e non farsi usare da lei) anche se resta comunque una cosa brutta e per certi versi assurda perché infondo siamo più di 6 miliardi su ‘sto pianeta e dico io, sarà mai possibile che qualcuno possa esser solo?! Eppure esiste qualcuno che dice di sentirsi ancora più solo in mezzo agli altri…” e si sta freschi di nulla!” (altro intercalare tipico fiorentino). La solitudine è un po’ come il dolore, non si accontenta di poco e ne chiede sempre di più fino quasi a creare dipendenza…arriva persino a mancarti…ma come può mancare qualcosa che non c’è? che mal di testaaaaa…

“Le aquile non volano mai a stormi”.
F. Battiato

“C’è chi aspetta la pioggia per non pianger da solo”. F. De André

 

amici vs conoscenti

Finalmente nella fase trans (mi riferisco ai tratti del viso e del corpo non ancora ben definiti) dell’adolescenza capii chi ma soprattutto cosa fossero gli amici e chi e cosa fossero invece i conoscenti...un giorno, contando ogni singolo quadretto, divisi in due un foglio di carta e cominciai ad elencare nomi e cognomi (un po’ come quelle odiose classifiche liceali che i maschi facevano sulle femmine)… non so bene quanto mi sia  convenuto perché facendo questa suddivisione è risultato che avessi molti più conoscenti che amici e col passare degli anni la colonna dell’amicizia si è riempita di freghi nevrastenici riducendosi all’osso mentre l’altra, gonfia di superbia ed ingordigia, tutt’oggi è lì che se la ride alla grande!
Il fatto è che siamo sempre alla ricerca di un amico ma non ci preoccupiamo mai di esserlo e anche quando un’amicizia finisce ci ostiniamo a tenerla in vita cercando di aggrapparci, con le unghie e coi denti, al ricordo o all’idea che ci eravamo fatti di quella persona.

 

portami con te

È strano come a volte ci basti pensare, e che quel pensiero ci rassicuri, che una qualunque persona che abbiamo incontrato nella nostra vita sia da qualche parte nel mondo…viva.
Accade troppo spesso che le persone se ne vadano via troppo presto senza aspettare l’arrivo del nostro affetto…mio nonno se n’è andato così.
Il più delle volte non pensiamo a chi se ne va ma a noi, alla dolorosa assenza e al vuoto incolmabile che quella persona lascia nella nostra vita…”chi more giace e chi vive un si da pace”.

Ricordo che il primo giorno di scuola (dell’asilo e delle elementari) di ogni anno mia mamma mi accompagnava ed era una tragedia…piangevo a dirotto e la tenevo stretta stretta per paura che mi abbandonasse in quelle stanze fredde e che non tornasse più a prendermi…invece tornava sempre, e torna ancora…la vedo dalla finestra che mi saluta.

 

di che linfa sei?

Chi ha orecchi per intendere intenda: “i rampicanti hanno bisogno di appoggi per crescere belli slanciati altrimenti cadrebbero gli uni sugli altri formando cespugli ingarbugliati".

 

o bene bene o male male

Quando è troppo è troppo…ma anche quando è poco è troppo poco…da quando non esistono più le vie di mezzo qui si mette male! Pensate al povero grigio che non è né bianco né nero…cosa dovrebbe dire?! Tempi duri per i sentimenti specie se a spazzarli via ci pensa lei, Miss Indifferenza: creatura mostruosa dalle sembianze umane che non si ricorda mai come ti chiami, che si presenta dandoti una mano flaccida, che ti fa un regalo a suo gusto senza pensare minimamente a te cosa possa piacere, che non ti guarda mai negli occhi quando ti parla, che non ti ascolta anzi non gliene può fregar di meno di quello che stai dicendo, che ti associa ad un’altra persona senza pensare che magari non siete la stessa persona (non ci vuole poi tanto per capirlo), che si accorge di te solo quando fai qualcosa di importante, qualcosa che la stuzzica, qualcosa che non si aspettava che tu sapessi fare, che quando ti incontra per la strada si gira dall’altra parte (oddio, anch’io a volte l’ho fatto ma per altri motivi che non sto a dire), che non sa che dall’altra parte del mondo non ci si può permettere di essere indifferenti…retorici sì, ma indifferenti no!

 

il parabattute

Quando sapete di dover trascorrere alcune ore con  persone che conoscete oppure che non conoscete affatto  vi consiglio di portarvi dietro un “parabattute”,  un paracadute speciale che para le battute spiacevoli…non si può mai sapere…la bocca di alcune persone è un rubinetto rotto che non distingue più l’acqua fredda dall’acqua calda: le loro parole gelano e un secondo dopo bruciano, ma è troppo tardi.

 

radici alate

Appurato, per esperienza strettamente personale, che non si può stare al mondo senza avere dentro almeno un pizzico di follia viene da chiedersi in che modo impiegare questo briciolo di  pazzia?!! semplice, non saremo noi ad usarla ma, al contrario, sarà proprio lei ad usarci…come? ve ne accorgerete…ce ne accorgeremo…perché infondo siamo tutti in balìa della follia, tutti a metà strada tra realtà e fantasia.

“Non temere mai di dire cose insensate, ma ascolta bene quando le dici”. Wittgenstein

 

dimmi come ti chiami...

Un giorno, tanti anni fa, mia sorella Debora sollevò un’inquietante questione: “ma se l’arancia si chiamasse penna avrebbe sempre lo stesso sapore?”. Inutile dire che rimasi estasiata da questa sottile osservazione tanto da riproporla (facendola mia per buffoneria) alle persone che mi conoscevano bene (capite bene che l’argomento era delicato e non poteva esser sbandierato ai quattro venti con non chalance onde evitare commenti tipo: “oh, passa la grulla” oppure “m’hanno detto che quella l’a un c’è tanto co i’ccapo” …e giù pacchine pare i giorno di’ccastigo), le quali dopo un’attenta riflessione sorridendo annuivano…ma non ero soddisfatta, dovevo trovare qualcuno che mi dicesse di no, che spremendo l’arancia sarebbe uscito inchiosto…beh, volete sapere se ho trovato qualcuno in grado di soddisfare questo mio desiderio?
AAA Cercasi persona o creatura che asserisca senza grandi difficoltà che se chiamassi penna un’arancia, spremendo quest’ultima ne uscirebbe inchiostro. Ottima ricompensa.

“Per avere un rapporto col mondo o col nemico devi nominarlo: le cose non avevano senso prima che l’uomo avesse un rapporto con loro”. R. Vecchioni

“Tutte le cose hanno vita propria, si tratta solo di risvegliargli l’anima”.
G.Garcìa Marquez

 

tempus fugit

Il tempo avanza con prudenza muovendo passi piccolissimi…quando finalmente sei a due passi dal punto di arrivo ti fa assaporare e sudare ogni singolo millimetro; sull’altra faccia della medaglia però c’è raffigurato il cammino per la felicità che, a guardarlo bene, sembra davvero molto lungo…il fatto è che proprio quando finalmente l’hai raggiunta, questa sembra svanirti tra le mani…allora mi viene da pensare che sia meglio cercare e non trovare mai o semplicemente rimandare ad un ipotetico domani;
Per molti invece il tempo è quella cosa che accade quando intorno a loro non succede niente…in questo caso forse è meglio trovare subito visto che il cercare non ha dato grosse soddisfazioni!

 

profumo di mela

Ognuno di noi ha un suo particolare e personalissimo odore…però ce n’è uno che ci accomuna tutti, quello che ci portiamo dietro dalla nascita, dal concepimento: uno strano ed inebriante profumo di mela.

 

bomba me!

Chi di voi non ha mai giocato a nascondino?! ricorderete allora il “bomba me” e il “bomba libera tutti” che con la mano bene aperta sbattevamo con violenza sul muro dove si faceva la conta?!! certo, crescere con la convinzione che una bomba possa addirittura salvare tutti mi sembra un po’ eccessivo …ma non c’è un sindacato dei giochi a cui potersi rivolgere? non dico di cambiare la parola “bomba” con “pace” , altrimenti finirebbe col sembrare una preghiera (“pace a me” “pace a tutti”…già me li vedo i bambini di ora…non fanno neanche in tempo ad arrivare al muro che si sganasciano dalle risate!). L’anima di un bambino è così pura che sembra un peccato intaccarla quando è ancora addormentata; “da bambini amiamo tutto ciò che vediamo poi però quando cresciamo siamo accecati dall’odio”.

“Alla dogana della morte non dichiarano neanche più la guerra, la passano di contrabbando”. J.Prévert

 

impronte d'amore

Mi son sempre chiesta: quando le relazioni amorose e le lunghe amicizie d’improvviso finiscono dove va a finire il sentimento che ha permesso loro di esistere? non credendo che un qualcosa che non c’è più si volatilizzi, l’unica risposta che sono stata in grado di darmi è stata che forse quel sentimento, essendo ancora così forte, andrà a preservarsi in qualche angolo remoto dell’universo, una sorta di contenitore gigantesco apposito per gli scarti sentimentali. E, come tutti gli scarti oleosi che si rispettino, lasciano l’alone che con passo felpato continua a seguirci ancora per un po’ di tempo…giusto il tempo di dimenticare…e ti pare poco?!!

 

alauda arvensis

Questo piccolo uccello è lungo circa
18-20 cm e presenta un’apertura alare di
30-36 cm; vola più in alto degli altri uccelli  piccoli come lei (ritorna a terra ad ali chiuse e le riapre a poca distanza da terra) ma nidifica sul terreno in prossimità di ciuffi d’erba; il periodo riproduttivo corrisponde ad un comportamento piuttosto solitario e territoriale; diversamente si dimostra una specie sociale durante lo svernamento e le migrazioni, originando stormi anche di 1000 unità.
I due partner sono estremamente fedeli, si tratta infatti di una specie monogama; durante il volo nuziale, che consiste in lenti giri ad elevate altezze per poi ridiscendere lentamente a terra, l’allodola emette un caratteristico canto;
Il canto dell’allodola nella stagione primaverile annuncia, nella tradizione agricola, la fine dell’inverno e l’inizio della stagione più ridente.

È l’allodola, un animale nel  quale vedo un po’ di me…

 

il colino magico

Il presente è un colino che trattiene i sassi più grandi del passato e fa passare la sabbia più fine del futuro;
"siamo anime in affitto in un corpo a lunga conservazione".

 

settore C

Ho diviso l’armadio in due settori: quello con i vestiti per i giorni migliori e quello coi vestiti per i giorni che si rassomigliano; per sicurezza ogni giorno, sotto la mise da giorni uguali, indosso uno dei miei vestiti migliori…non si sa mai! Un po’ come le parole…custodisco in una piccola parte del cervello le parole migliori da usare nelle occasioni speciali…peccato che col passare degli anni siano diventate obsolete e quando provo a pronunciarne una, nella bocca sento un misto di sapori che vanno dalla ruggine al marcio.

 

se lo dice lui...

“Realizzare la propria leggenda personale è il solo dovere degli uomini e quando tu realizzi qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio”. P.Coelho, L'Alchimista

“Un uomo diventa uomo solo imitando gli altri”. Adorno

“Quando gli uomini si riuniscono le loro teste si restringono”. M.De Montaigne

“La gente è il più grande spettacolo del mondo, e non si paga il biglietto”. C.Bukowsky

“Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri e gli intelligenti pieni di dubbi”. J.J Rousseau

“C’è un’ignoranza da analfabeti e una da dottori”. M.De Montaigne

“La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni che un individuo riesce a vivere; quelli uguali non contano”—“ molti studiano come allungare la vita invece bisognerebbe allungarla”. L. De Crescenzo

“Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare un ruolo che gli altri hanno scelto per lui”__ “un gdl on cerca di essere coerente: apprende piuttosto a vivere con le sue contraddizioni” P. Coelho

“Siamo tutti nella fogna ma alcuni di noi guardano le stelle”. O. Wilde

“Dio fece la donna per ultima perché non voleva consigli mentre creava l’uomo”. Anonimo

“Io nun faccio questioni di colore: l’azioni bone e belle vengheno su dar core sotto qualunque pelle”. Trilussa

“E’ meglio sapere dove andare e non sapere come che sapere come ma non dove”. Queimada

“Alcuni sentono con le orecchie, altri con lo stomaco e altri ancora con le tasche…ce ne sono poi alcuni che non sentono affatto”.
K. Gibran

“Chi volge le spalle al sole non vedrà altro che la sua ombra”. A. de Saint Exupéry

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...lampi di riflessioni, giovani e vecchie emozioni, punti di vista più sfocati e inseparabili contraddizioni...